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The Pacific streaming classe 5csp


http://italia-film.com/telefilm/7029-the-pacific-subita-streaming-megavideo.html
ragazzi mi posto i link – episodi della serie (italiano)
troverete anche gli espisodi in inglese con sottotitoli in italiano
sabrina

Band of Brothers streaming episodi classe 5csp


http://italia-film.com/telefilm/617-band-of-brothers.html
ragazzi mi posto i link – episodi della serie (italiano)

sabrina

Risultati terza prova 5csp


Prima simulazione – Risultati Prima simulazione – Risultati

Avviso ai naviganti / affoganti


Ho preso la decisione di valutare il compito di Fisica: mi è necessario per poter dire qualcosa nelle pagelline di valutazione intermedia.
Resta valido l’appuntamento per rifare il compito.

Aspetto domande, come d’accordo (o ero solo io d’accordo con me stesso?)

Andrea De Roni

 

Scarica risultati 5Cs 14-2-2011

Galvani (esperimenti rane)


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Le Rane di Luigi Galvani

Nato a Bologna nel 1737, Luigi Galvani fu uno scienziato di grande impegno; nelle scuole dell’Archiginnasio, insegnò per trent’anni chirurgia, fisica e chimica.

Nel 1786, Galvani si dedicò ad alcuni esperimenti che dovevano portare a una grande scoperta.

Un giorno, lo scienziato si trovava nella cucina di casa sua; sul tavolo vi erano delle rane già preparate per fare un brodo. Per combinazione egli toccò una di quelle rane con un oggetto metallico: subito l’animale cominciò a muoversi a scatti, come fosse ritornato vivo e nuotasse ancora nello stagno ove era stato pescato.

Luigi Galvani volle rendersi conto dello strano fenomeno. Prese delle altre rane, tolse loro la pelle, la testa e i visceri, lasciando solo le zampe posteriori attaccate alla colonna vertebrale. I nervi di questa vennero uniti ad un filo di metallo, collegato alla grondaia di casa, e le zampe degli animali furono legate alla ringhiera della terrazza.

Lo scienziato osservò allora che, quando il cielo era solcato dai lampi del temporale, le rane si dibattevano come se volessero liberarsi. L’esperimento fu ripetuto nel laboratorio, per mezzo di una macchina che produceva scariche elettriche.

In tal modo Galvani comprese che nei corpi vi è una forza che provoca i movimenti, anche senza la volontà del cervello. Quella forza, fino ad allora sconosciuta, egli la chiamò “elettricità animale”. I risultati degli studi vennero descritti dal Galvani in un libro, e servirono poi per molte altre meravigliose scoperte, quali l’energia elettrica e la radio.

Luigi Galvani morì all’età di 61 anni e venne sepolto nella Chiesa del Corpus Domini.

È ricordato assieme ad Alessandro Volta per gli studi pionieristici sull’elettricità.

Sperimento
Gli studi per i quali Galvani è maggiormente ricordato riguardano la cosiddetta elettricità animale.
Alcuni fisiologi avevano mostrato sperimentalmente che uno stimolo applicato a un nervo causa la contrazione del muscolo ad esso collegato. Su Galvani ebbero influenza, in particolare, anche gli studi di Marcello Malpighi.
Galvani, a partire dal 1790, condusse una serie di esperimenti per studiare la risposta a stimoli elettrici di rane “opportunamente preparate”. In una prima fase, si trattò di osservare le contrazioni che subivano i muscoli della rana se toccati direttamente dal conduttore di una macchina elettrostatica. Una svolta importante si ebbe quando gli parve di notare che analoghe contrazioni si manifestavano nel muscolo di una rana toccato da un assistente con un conduttore scarico mentre, occasionalmente, un altro assistente stava traendo una scintilla dal conduttore di una macchina elettrostatica accostandovi un conduttore. Incuriosito dal fenomeno, eseguì una serie di esperimenti che confermarono l’effetto.
« Dissecai una rana, la preparai e la collocai sopra una tavola sulla quale c’era una macchina elettrica, dal cui conduttore era completamente separata e collocata a non breve distanza; mentre uno dei miei assistenti toccava per caso leggermente con la punta di uno scalpello gli interni nervi crurali di questa rana, a un tratto furono visti contrarsi tutti i muscoli degli arti come se fossero stati presi dalle più veementi convulsioni tossiche. A un altro dei miei assistenti che mi era più vicino, mentre stavo tentando altre nuove esperienze elettriche, parve dì avvertire che il fenomeno succedesse proprio quando si faceva scoccare una scintilla dal conduttore della macchina. Ammirato dalle novità della cosa, subito avvertì me che ero completamente assorto e meco stesso d’altre cose ragionavo. Mi accese subito un incredibile desiderio di ripetere l’esperienza e di portare in luce ciò che di occulto c’era ancora nel fenomeno. »
(Luigi Galvani)
L’apparato sperimentale usato da Galvani, che a prima vista appare lontanissimo dall’idea che abbiamo di un moderno laboratorio, corrisponde in modo puntuale ad un complesso trasmittente-ricevente di radiotelegrafia. Le scariche ricavate dalla macchina, genericamente oscillanti, generavano della radioonde, che, propagandosi, producevano correnti d’alta frequenza in un filo che costituiva di fatto l’antenna del complesso ricevente. I nervi crurali della rana fungevano da rivelatore (un rivelatore sensibilissimo!), mentre la graniglia di piombo fungeva da terra.

A quell’epoca non era affatto dato per scontato che “l’elettricità artificiale”, quella prodotta e studiata nei laboratori, e “l’elettricità atmosferica”, quella che si manifestava nei fulmini, avessero la stessa natura. “Dopo aver raggiunto le scoperte, da noi finora esposte, intorno alla forza dell’elettricità artificiale nelle contrazioni muscolari – scrisse Galvani – fu nostro vivo desiderio indagare se la cosiddetta elettricità atmosferica producesse, oppure no, i medesimi fenomeni: cioè se, seguendo i medesimi artifici, lo scoccare dei fulmini eccitasse contrazioni muscolari, così come quelle della scintilla.” Egli eseguì allora alcuni esperimenti atti ad evidenziare eventuali effetti.
Galvani scoprì poi che le contrazioni muscolari avvenivano anche quando, posta la rana su una piastra di ferro, si spingeva un uncino di ottone contro di essa. Le contrazioni sembravano più o meno forti a seconda del metallo usato. In una serie di esperimenti, in cui si manifestavano gli stessi effetti, Galvani usò archi metallici, un’estremità dei quali era posta a contatto con l’uncino di ottone a sua volta a contatto con il midollo spinale, l’altra con i muscoli di una zampa. Come interpretarne l’esito?

Illustrazione degli esperimenti di Galvani sull’elettricità animale.
Galvani ipotizzò l’esistenza di “un’elettricità intrinseca all’animale”, che, messa in circolo dall’arco bimetallico esterno, produce la contrazione dei muscoli. Per Galvani, il muscolo della rana, oltre ad essere un rivelatore sensibilissimo era dunque un “serbatoio” di elettricità.
In un certo senso Galvani si era avvicinato alla verità, infatti oggi si sa che i tessuti viventi sono costituiti da cellule e ciascuna cellula ha una differenza di potenziale tra interno ed esterno della membrana. Questo potenziale è alla base della trasmissione dei segnali nervosi.
Alessandro Volta, collega e occasionale avversario intellettuale di Galvani, propose il termine galvanismo.
Questi risultati furono esposti da Galvani nell’opera De viribus electricitatis in motu musculari commentarius, del 1791. Si tratta di un’opera molto bella, di grande valore scientifico e insieme di facile lettura.
Gli studi di Galvani portarono a breve all’invenzione della pila, ma non da lui stesso, che riteneva l’elettricità inscindibile dall’organismo vivente.
Fu invece Volta a costruire la pila (tuttora ricordata come pila voltaica). Egli, colpito dall’opera di Galvani, ne ripeté gli esperimenti all’Università di Pavia.
Ben presto, però, si arrivò a un’interpretazione nettamente diversa: le contrazioni dei muscoli della rana non sono dovuti a elettricità animale ma all’irritazione dei nervi prodotta dal fluido elettrico (non di origine animale) messo in moto dal contatto bimetallico. La rana, insomma, non sarebbe un serbatoio, ma solo un rivelatore di elettricità.
Si aprì fra i due autori e alcuni loro collaboratori un dibattito con conseguenti approfondimenti da parte dell’una e dell’altra scuola. Questa controversia non rimase sterile e portò a breve termine a due importanti scoperte di Volta: il potenziale di contatto prima e l’invenzione della pila poi (nel 1800).

Disegno dell’esperimento che illustra l’eccitazione a distanza del nervo crurale di una rana per effetto di una scintilla rilasciata dal conduttore di una macchina elettrostatica.

Costruire una batterie (pila)


Provate a costruire una batteria usando dei semplici componenti che potete trovare in casa. Ecco quello che vi serve:

Due fili con le estremità spellate e pronte per essere collegate
1 foglio di alluminio
Un un bicchiere
Un paio di forbici
Acqua calda
Sale fino
Nastro adesivo
6 monete di rame (ad esempio da 5 centesimi)
Un foglio di carta assorbente
Una mini lampadina da 1.5 volt
Un piatto di carta
Cosa fare:
Sciogliere un cucchiaio abbondante di sale in un bicchiere di acqua calda. Con le forbici tagliare 6 cerchi di alluminio e 6 di carta assorbente della stessa misura della moneta da 5 centesimi.

Prendere un cerchietto di alluminio (che sarà l’inizio della nostra pila) e fissargli con il nastro adesivo uno dei 2 fili. Immergere un cerchietto di carta nella carta assorbente e posizionarlo sopra al cerchietto precedente. Prendere una delle monete di rame e posizionarla sopra ai 2 cerchietti precedenti. Continuare in questo modo fino ad esaurire tutte le monete e tutti i cerchietti. Chiudere la pila con la moneta di rame e fissare sopra ad essa l’altro filo (usando anche in questo caso il nastro adesivo).

Quello che dovreste aver ottenuto dovrebbe essere simile alla figura seguente:

Il Circuito Elettrico E La Corrente


La corrente elettrica.
La corrente elettrica è una forma di energia. E’ costituita da un flusso di elettroni, che sono le particelle cariche negativamente dell’atomo, attraverso un conduttore. La migrazione di elettroni in un conduttore può essere misurato tramite un tester e viene indicato come intensità di corrente (ampère).
La Tensione di corrente rappresenta la differenza di potenziale con la quale l’elettricità arriva nelle nostre case o agli impianti industriali. La tensione si misura in Volt e questa è di 220V per le utenze domestiche e di 380 V per quelle industriali.
Dei due conduttori che arrivano all’utilizzatore finale provenienti dalla linea dell’alta tensione , che trasportano la corrente dalle centrali, uno solo porta corrente, la Fase, mentre l’altro , il Neutro, è scarico e fa passare corrente solo quando si inserisce nel circuito un qualsiasi utilizzatoreche lo chiuda.

Gli utilizzatori(lampadine,elettrodomestici,eccetera) funzionano sempre perché al loro interno sfruttano una resistenza. La resistenza si oppone al passaggio della corrente e utilizza in questo modo l’energia che le serve. La resistenza si misura in Ohm.

Nel momento in cui la corrente di passaggio all’interno dell’utilizzatore collegato all’ impianto viene catturata dalla resistenza avviene il consumo di energia . Il consumo dipende da quanta energia l’utilizzatore prende per il suo funzionamento. Tale caratteristica si chiama potenza e si misura in Watt.

Un circuito è in serie quando i componenti, la batteria, l’interruttore e le lampadine, formano un percorso unico: se si verifica un’interruzione le lampade si spengono.
Un circuito, invece, è in parallelo quando si divide in rami, se avviene un’interruzione in un ramo del circuito la lampada di quel ramo si spegnerà ma la corrente continuerà a fluire nell’altro ramo, mantenendo accesa la lampadina.

La pila è un generatore di differenza di potenziale, la lampadina è un utilizzatore.
Quando l’interruttore è chiuso , una corrente elettrica circola nel filamento della lampadina rendendolo incandescente.
In un conduttore metallico la corrente è un flusso ordinato di elettroni liberi.
Per convenzione, si è stabilito che la corrente elettrica va dal polo positivo a quello negativo del generatore, cioè in verso opposto al moto degli elettroni.

Il ruolo della Pila
La Pila è un dispositivo che mantiene in moto gli elettroni nel circuito fornendo loro l’energia necessaria per spostarsi da un polo all’altro.

La prima pila
La prima batteria fu costruita intorno al 1800 da Alessandro Volta. Egli scoprì con alcuni esperimenti che differenti metalli a contatto tra di loro generavano elettricità e partendo da questo presupposto creò la prima pila.
Mise uno sopra all’altro una serie di metalli di zinco e di argento separati da carta assorbente impregnata di acqua salata. Fatto questo collegò un filo elettrico ai due poli (uno di zinco ed uno di argento) e misurò la corrente prodotta. Scoprì inoltre che aggiungendo altri strati di metallo alla sua rudimentale pila, il voltaggio aumentava a seconda dei materiali usati.
a corrente prodotta da una pila del genere (denominata Pila Voltaica dal nome di Volta), è causata da una reazione chimica dovuta ai differenti materiali usati che hanno una differente capacità di attrazzione degli elettroni.

Sempre nel XIX secolo un altro tipo di batteria fu inventata e sperimentata, la cosiddetta Daniel Cell. In questo tipo di batteria, a differenza di quella voltaica, si usano soprattutto degli elementi liquidi. Il concetto è piuttosto semplice e consiste nel riempire un piccolo contenitore per metà con solfato di rame e per l’altra metà con solfato di zinco. Nello strato di rame, viene inserito un piattino di rame e in quello di zinco un piattino di zinco. Gli estremi dei due piattini ovviamente rappresentano i due poli della pila.

L’intensità di corrente elettrica

Rappresentazione del moto di cariche elettriche positive (+) o negative (-) (tipicamente elettroni) in un conduttore. Convenzionalmente, il verso della corrente è quello delle cariche positive, e quindi opposto al verso del moto degli elettroni.

L’intensità di corrente elettrica, indicata usualmente col simbolo I, è stata assunta come grandezza fondamentale nel sistema internazionale SI. La sua unità di misura è l’ampere (simbolo A). Da essa si ricava l’unità di misura di carica elettrica, il coulomb, che corrisponde alla carica elettrica che fluisce con una corrente (costante) di un Ampere per un secondo.

E’ il apporto fra la quantità di carica che passa attraverso la sezine del conduttore e l’intervallo di tempo in cui passa.

L’intensità di corrente I è definibile come la quantità di carica elettrica che attraversa una sezione di un conduttore nell’unità di tempo.

L’intensità di corrente è una grandezza scalare, l’unità di misura è l’ampere (A) e si misura con l’amperometro, uno strumento che, nella versione classica, sfrutta l’effetto magnetico delle correnti.

tensione elettrica
Quando in un conduttore elettrico alle cui estremità vengono applicate due cariche elettriche di segno opposto ( + = Positivo; – = Negativo ) si stabilisce in esso una corrente elettrica.
In tali condizioni, il conduttore, si dice sottoposto ad una TENSIONE elettrica.
Per “cariche elettriche ” si intende applicare alle due estremità del conduttore un dispositivo (Macchina elettromagnetodinamica Macchina elettrostatica Macchina elettrochimica ) capace di innescare la reazione necessaria degli elettroni contenuti in un determinato conduttore facendoli spostare da un capo all’altro del conduttore stesso per poi rientrare attraverso il dispositivo di eccitazione – ancora infinite volte fino a quando non si toglie il contatto su uno dei capi del conduttore ( Spostamento di Elettroni = F l u s s o = Corrente Elettrica ). Questi dispositivi di eccitazione si chiamano GENERATORI di energia elettrica. Loro, pertanto, forniscono una tensione elettrica. Attenzione! la tensione è sempre uguale fra i due punti del conduttore a prescindere dal fatto che un capo sia il punto di partenza (Della tensione) e l’altro quello di arrivo (Cioè, per esempio, la comunissima presa elettrica che abbiamo in casa per connettere gli apparecchi o macchine utilizzatrici quali il ferro da stiro, il televisore, ecc). quindi, ai due capi, avremo sempre la stessa tensione. La corrente, invece, e cioè lo spostamento degli elettroni circola nel conduttore variando continuamente la sua intensità in dipendenza di diversi fattori che si verificano lungo un determinato percorso ( Natura e tipo del conduttore lunghezza del conduttore resistenze varie al flusso macchine utilizzatrici lungo il percorso ). I fattori di resistenza o di perdita, se non previsti e calcolati, producono calore lungo un conduttore influendo anche in misura minore sulla tensione. La tensione e la corrente è data dalla potenza di un generatore. La potenza si basa sul LAVORO che esso è in grado di compiere per spostare la carica di un COULOMB. La tensione si misura in Volt e, pertanto, un generatore fornisce la tensione di 1 Volt quando per spostare UN COULOMB DI CARICA compie il lavoro di 1 JOULE.

La prima legge di Ohm

a prima legge di Ohm afferma che la differenza di potenziale (tensione) applicata ai capi di un conduttore è direttamente proporzionale all’intensità di corrente che in esso circola; la costante di proporzionalità prende il nome di resistenza e rappresenta la tendenza di un conduttore a ostacolare il passaggio della corrente elettrica. Nel Sistema internazionale, la resistenza si misura in ohm (Ω).

In forma matematica, la prima legge di Ohm si scrive

ΔV = i R

in cui ΔV indica la differenza di potenziale, i l’intensità di corrente ed R la resistenza. Tale legge permette di determinare, ad esempio, che è necessaria una differenza di potenziale di 10 V (volt) per far circolare una corrente di 2 A (ampere) in un conduttore che ha la resistenza di 5 Ω.

In realtà, la prima legge di Ohm non vale per tutti i conduttori; rappresenta piuttosto un criterio di classificazione dei materiali capaci di condurre corrente elettrica: quelli che rispettano la prima legge di Ohm, vale a dire che sono caratterizzati da una proporzionalità diretta tra tensione applicata e intensità di corrente, vengono detti ohmici; gli altri, non ohmici. Sono ohmici tutti i conduttori metallici tenuti a temperatura costante; sono non ohmici, ad esempio, i conduttori gassosi.

Esistono inoltre dei materiali che manifestano un comportamento anomalo nella conduzione di corrente elettrica: si tratta dei superconduttori che, al di sotto di una certa temperatura critica, specifica per ogni materiale, hanno resistenza elettrica nulla e possono mantenere indefinitamente il flusso di corrente, senza dar luogo a dissipazioni.

Film Vacanze (Rivoluzione Russa)


film da vedere per il Deaz;
La Rivoluzione d’ottobre: si può trovare nelle videoteche

La presa della sede degli Zar (anche se lo Zar era ormai caduto) fu il momento simbolico culminante, e al tempo stesso l’azione decisiva, per la rottura dello stato di cose esistenti in Russia alla fine del 1917 e per l’instaurazione del potere bolscevico. Se è evidente che quest’azione ebbe caratteri militari, non è possibile ridurre tutta la complessa rivoluzione russa a quest’evento, né d’altro canto vedere la vittoria di Lenin come risultante del solo “colpo di mano” dell’ottobre (novembre, secondo il calendario occidentale). Si perderebbe così di vista il movimento di organizzazione dei soldati, dei contadini e dei lavoratori dell’immenso impero e la complessa dialettica dei partiti e delle correnti rivoluzionarie che hanno avuto luogo in nome della pace, della “terra ai contadini”, dell’autodeterminazione dei popoli.
informazioni: http://www.treccani.it/Portale/sito/scuola/in_aula/storia/esame10/18.html

Compiti Storia De Anna


Storia:
1° Guerra Mondiale
pg 46 a 49 + dom: n° 1,4,7,8,
pg 53 a 57 + dom: n° 1,2,3,4,6,8
pg 58 a 66 + dom: n° 1,2,7
pg 68 a 71 STUDIARE

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